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COLLETTIVO DEL PONTE - DJAIL/VOCI DAL CARCERE

19/12/2011

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Scrissi la mia tesi di laurea in Psicologia proprio sulla ricerca-intervento in ambito penitenziario, in particolare sul Trattamento in carcere, fondato sull’art. 27 della Costituzione e sulla funzione rieducativa della pena di cui al terzo comma. Il fatto di ricevere questo cd, D-Jail, da parte di Maurizio Catania, che conosco come fondatore e frontman degli Unnaddarè, mi dà il primo pensiero: il nome di quella formazione significa, in siciliano, «ovunque», mentre in questa - il Collettivo del Ponte - il riferimento è tutto alla galera. Studiavo (per la mia laurea in Giurisprudenza) il concetto del «ponte d’oro» nell’ambito di una teoria genelpreventiva della sanzione, che favorisce chi desiste dall’azione delittuosa - secondo pensiero: c’è uno strano legame tra prevenzione ed esecuzione, libertà e carcerazione, tra l’ovunque e il metro quadro. Tra i due lati di un ponte. E mi risale tutto il terzo capitolo della tesi, che concentrai sull’educazione non formale negli istituti penitenziari, percorso carico di metafore applicabili in ogni campo della conoscenza: non da ultima la musica come elemento di trattamento distinto dall'obbligazione lavorativa o educativa richiesta al detenuto. Recente caso di ricerca-intervento in carcere è stato quello di Rock in Rebibbia, trasmissione che ha coinvolto in un reality show i detenuti del Nuovo Complesso dell’istituto romano, ma vi sono molti esempi di rock carcerario nella storia della musica: il 13 gennaio del 1968, Johnny Cash incise presso il Folsom, carcere californiano di massima sicurezza, l’album At Folsom Prison; John Lennon dedicò Attic State al penitenziario che poi imprigionerà il suo stesso assassino; Elvis Presley scrisse un classico, Jailhouse Rock; i Blues Brothers aprirono due film improvvisando una jam session dietro le sbarre; Bob Dylan scrisse Hurricane per difendere il pugile Robin Hurricane Carter, condannato per un triplice omicidio avvenuto a seguito di una sparatoria al Lafayett Bar nel New Jersey: il verdetto finale scagionò Hurricane, che uscì di prigione il 26 febbraio 1988 (ma da quel giorno Dylan non ha più suonato il pezzo in pubblico). Oggi l’Associazione Il Ponte Magico entra nelle Case Circondariali della Provincia di Roma: negli istituti di pena di Velletri e di Regina Coeli otto detenuti scrivono parole a cui è data forma libera in questo sorprendente album metropolitano - hip hop e trip hop, elettronica e rock - fatto dei testi selezionati e adattati da Federico Carra, Maurizio Catania, Guglielmo Fulvi, Rita Gisi, Terry Gisi, ed eseguiti con vigore e intellegibilità dal loro Collettivo del Ponte. Il progetto si inserisce nell’ambito del più ampio intervento di re-inclusione sociale degli ex detenuti che il Ponte Magico persegue attraverso diversi strumenti. Non è affatto un caso che il cd non sia stato messo in commercio bensì distribuito gratuitamente ad associazioni, enti, produzioni ed emittenti radiofoniche e televisive, perché possa circolare «liberamente» e trasmettere un messaggio di integrazione degli ex detenuti. I brani sono resi disponibili per tutti su youtube.com/ilpontemagico, e in mp3 in download sul sito ilpontemagico.it. La funzione rieducativa della pena non può trovare effettiva realizzazione se non è data, all’ex-carcerato, possibilità di redimersi. Perciò con questo album si tenta di rieducare, insieme, anche la società, che non è pronta ad accogliere carcerati se non provenienti dal Grande Fratello. Ma poter scorgere il futuro è un momento d'estasi - lo scrive un detenuto.
Romina Ciuffa