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il manifesto

I DETENUTI "CANTANO" LA VITA TRA LE SBARRE

08/12/2011



11-12-08ilmanifesto

 

CD - Otto testi per «D-jail, Voci dal carcere»
I detenuti «cantano» la vita fra le sbarre
Un progetto di Antonio Lauritano per narrare sogni e incubi di chi è chiuso in una cella

Il loro cognome è nascosto dietro un'iniziale. Ne protegge l'identità, e al medesimo tempo la annulla. La annulla, esattamente come fa la condanna a vivere, per anni o per sempre, tra le mura di un carcere. Il mondo esterno, poco si interessa e poco sa, di chi trascorre ogni giorno dentro le mura di una cella, ammucchiato insieme ad altri, ben oltre oltre i limiti di un'esistenza dignitosa. Quasi che, una volta superato il portone d'ingresso, il detenuto si trasformasse in un uomo o una donna, tali soltanto fisicamente; incapaci, oltre quella soglia, di provare amore, rabbia, dolore; di coltivare passioni e speranze. Niente di più falso, di più distante dalla realtà di molte, moltissime, tra le decine di migliaia di persone (perché tali sono e restano) che scontano una pena nelle carceri italiane. A fornirne prova contribuiscono i testi degli otto brani che compongono il cd D-Jail, Voci dal carcere, scritti da altrettanti detenuti delle Case Circondariali della provincia di Roma, e musicati ed eseguiti dal Collettivo del Ponte.
Il progetto, basato su un'idea di Antonio Lauritano, si inserisce nel contesto degli interventi dell'Associazione Il ponte magico, mirati a creare consapevolezza e coscienza in chi vive «fuori» rispetto alle condizioni di chi tenta di sopravvivere «dentro». Alessandro B, Salvatore C, Roberto D, Giuseppe D, Odobo J, Francesco M, Bruno P, Nicola D, Giuseppe R, firmano parole che hanno il peso delle pietre anche quando descrivono il sogno della cella che si apre, il desiderio di avere un secondo futuro. Ma al centro di ciascun brano ci sono i drammi di una quotidianità in cui regnano la disperazione e l'impotenza; dove la lentezza del tempo che scorre diviene esasperante, e la parola domani quasi un'utopia. «Il cuore arde di rabbia, si rischia un'implosione/si stringe e si restringe, negata è ogni azione/il posto per l'amore non c'è più, puoi farne senza/per l'odio quello sì, c'è pure in abbondanza» (Le Ali). «Ho scelto la tana e lì mi son fermato/Sto qui nell'attesa che accada qualche cosa/Dietro ciò che sono una 'macchina' lavora/Pensieri... pensieri aggrappati alle mie spalle» (La tana). «Mi alzo, mi rianimo, svanita è la tempesta/svanita come un vortice dalla mia testa/Tu proprio non comprendi che la morale è questa/mi fermi, mi rinchiudi, ma il cuore non si 'arresta'» (La tempesta).
«Non c'è più posto per l'amore nel mio cuore/ma odio e rabbia rischiano di esplodere, devo resistere/no, non posso cedere/perché altrimenti ogni speranza muore» (Sana follia). A questi versi, che rifiutano la strada dell'autocommiserazione, che denunciano il dramma comune partendo da quello individuale, che sono segnati nel profondo da una lucidità spiazzante, i musicisti del Collettivo (Federico Carra, Maurizio Catania, Guglielmo Fulvi, Rita e Terry Gisi) hanno dato opportuna e coerente veste sonora. I ritmi e le cadenze sono quelli del reggae, del dub, del rap, dell'elettronica, del trip hop e dell'hip pop. Il «parlato/cantato» assume le vesti del monologo destinato alla mancanza di risposta, del racconto crudo di una giornata uguale a tutte le altre, dell'ammissione di sconfitta. Ma anche della rivendicazione di poter tornare ad essere veramente liberi dopo aver estinto il proprio debito.
I cori di voci maschili e femminili trasformano tutto questo in una richiesta dall'universo intero e nascosto delle carceri, le infondono forza, lanciano un appello che non chiede pietà ma consapevolezza. Ascoltare i brani seguendone, sul booklet, i testi, è quanto mai utile e necessario per comprendere bene il senso di un lavoro lungo e certo complesso, soprattutto sotto il profilo emotivo. D- Jail, Voci dal carcere verrà distribuito gratuitamente ad associazioni, enti, produzioni, radio, televisioni, che lo richiederanno. I brani sono anche disponibili in streaming, sempre gratuitamente, su YouTube (www.youtube.com/user/ilpontemagico) e in download su www.ilpontemagico.it.

Info e contatti: info@ilpontemagico.it, ilpontemagico@gmail.com.