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Comunicati Stampa
Uscita Libro+Dvd di Paolo Gioli: Un cinema dell'impronta
01/11/2009
Co-edizione tra Centro Sperimentale di Cinematografia e Kiwido - Federico Carra Editore a cura di Sergio Toffetti e Annamaria Licciardello della Cineteca Nazionale, il libro, in uscita a Novembre 2009, include il Dvd "6 film di Paolo Gioli" contenente i lavori inediti dell'artista veneto. Primo lavoro monografico sul cinema di Paolo Gioli, il volume raccoglie i contributi di Giacomo Daniele Fragapane, David Bordwell, Dominique Païni, Elena Volpato, Jean-Michel Bouhours, Bruno Di Marino, Keith Sanborn, Nico Stringa, i cui saggi critici sono presentati nella versione originale e in traduzione italiana e inglese. Un ricco apparato iconografico sottolinea, in un continuo gioco di rimandi, l’inestricabile legame tra le attività pittorica, fotografica e cinematografica dell’artista. Paolo Gioli è indiscutibilmente uno dei più importanti fotografi italiani contemporanei, famoso soprattutto per le sue straordinarie immagini Polaroid, ma anche per i fotofinish e per le fotografie stenopeiche. E’ autore di film che sviluppano tutta una serie di temi, di approcci e di tecniche che dialogano in modo strettissimo con la sua produzione fotografica, pittorica, litografica e incisoria: Volto sorpreso al buio, interessantissimo e inquietante, straordinario dal punto di vista del rapporto tra cinema e fotografia; Tracce di tracce, in cui l’artista cancella dalla pellicola qualunque elemento rappresentativo, non c'è più l'immagine, c'è solo la traccia della traccia che può essere traccia fisica, segno, impronta; Finestra davanti a un albero, film dedicato al pioniere della fotografia delle origini Fox Talbot; Figure instabili nella vegetazione, film interamente basato sul doppio, Gioli azzera la figurazione trasformando un'immagine che sta descrivendo un'azione in qualcosa che sembra svilupparsi da sé a partire da una centralità che viene al tempo stesso esaltata e negata; Farfallio, un nucleo di riflessione filosofica sulla forma, sul dispositivo e sull'immagine; Anonimatografo, materiale elaborato a partire da un oggetto found footage, una pellicola di un anonimo cineamatore dell'inizio del 900 che diventa uno straordinario universo di sperimentazioni possibili. Gioli fa in qualche modo critica della visione a partire dagli strumenti che l'ultimo secolo ci ha consegnato. E dunque la chimica e l'ottica della fotografia, il trascinamento, l'otturatore, il farfallio, l'oscillazione della successione delle immagini che genera l'illusione di movimento, e via dicendo. Una cultura dell'immagine che l'occidente ha abitato e esplorato per oltre un secolo e mezzo e che adesso sta cambiando. Gioli è prezioso non solo per la sua produzione, appunto, filmica, artistica, fotografica, ma anche come testimonianza critica di che cosa è stata l'era dell'immagine analogica.
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