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il manifesto
«OSTINATI 85/08», L'UNDERGROUND DI ROBERTO NANNI
28/05/2009
Roberto Nanni è uno dei nostri migliori talenti. Appartato, solitario, esploratore di formati, generi, dispositivi, il video come il super8, quest'ultimo divenuto oggi per una generazione di artisti quasi il mezzo per resistere all'omologazione (dittatura?) del digitale. Lui però, Nanni, ci lavora da sempre, perché tutto il suo cinema è una forma durissima di resistenza. Alla burocrazia dei ministeri/Rai, alla mancanza di invenzione, cercando una necessità politica e poetica a partire, appunto, dalle immagini. È questa indipendenza che lo rende unico, e che è anche molto faticosa... Ma Nanni è cresciuto col punk e con le visioni di Mekas, Anger, la musica contemporanea, le immagini per lui possono essere solo decostruzione emozionale e del movimento. La sua trama emozionale si compone di suggestioni, ama sviscerare l'oggetto del suo sguardo, improvvisare traiettorie, distorcere il punto di vista... Per questo è un evento l'uscita del dvd (disponibile dall'1 giugno) che raccoglie le sue opere: Ostinati 85/08, prodotto da Kiwido - Federico Carra editore, nella collana Immagini Mosse, è un cofanetto col dvd dei film e un libro che esplora il lavoro di Roberto Nanni. Stasera Ostinati 85/08 viene presentato all'Apollo 11 di Roma (via Conteverde, 51, sala del Piccolo Apollo, ore 21.00. Saranno proiettati frammenti della selezione di opere realizzate da Nanni tra il 1985 e il 2008, che include L'amore vincitore. Conversazione con Derek Jarman, una commuovente intervista a Derek Jarman, un gesto d'amore che sa catturare e rendere visibile l'essenza profonda del regista di Caravaggio. Ma anche dalla produzione video sperimentale, incluso Greenhouse Effect. Steven Brown reads John Keats, proiettato nelle performance dal vivo di Steven Brown, «anima» dei Tuxedomoon, con il quale il cineasta ha collaborato a lungo. Negli Extra, tra gli altri interventi di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, oltre a immagini inedite dell'incontro con Jarman, un'intervista a Steven Brown e l'AutoSfratto di Roberto Freak Antoni.
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