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Il Giornale del Friuli
OMAGGIO AL CINEMA FUORI FORMATO DI ROBERTO NANNI
29/05/2011
Al Ca’ Foscari Short Film Festival l’omaggio al cinema fuori formato di Roberto Nanni [...] Dulcis in fundo di una giornata ricca di suggestioni, commistioni e scambi all’insegna dell’arte e della cultura cinematografica, il programma speciale dedicato a Roberto Nanni, il regista sperimentale italiano più conosciuti nel mondo. Lo zoom è puntato sulla creatività del regista bolognese, autore “allergico alle definizioni” per il suo peculiare lavoro emotivo sulle immagini: cinque i corti proposti, tra i quali il suo ultimo lavoro Luce riflessa restituita alla notte, dedicato al poeta inglese Henry King (1592/1669). Il titolo è tratto da un verso della poesia “Sic Vita”. Il film nasce dalle riprese di uno spettacolo di circo cinese, corpi mai stabili che scivolano come noi nella vita. E poi: la versione “corta” di Greenhouse Effect. Steven Brown reads John Keats , un film in super 8mm nato dalla collaborazione del regista con il musicista Steven Brown. Il lavoro, della durata di circa ottanta minuti, venne realizzato per essere proiettato durante i concerti del celebre gruppo dei Tuxedomoon; Dolce vagare in sacri luoghi selvaggi, primo di tre lavori d’anatomia, il titolo “Dolce vagare in sacri luoghi selvaggi” è il verso iniziale di “Tinian” di Friedrich Hölderlin. Il film è composto da immagini delle masse muscolari in movimento di Mohammad Alì e Joe Frazier, recuperate da una pellicola di repertorio del loro celebre incontro a Manila, i dettagli dei corpi sono gonfiati grazie ad una truka artigianale, in questo modo i movimenti si dilatano e si deformano perdendo in realismo e acquisendo uno stile pittorico. Il sonoro è affidato al brano “Slaves, not leaders”, di Gabriele Panico, aggiunto nel 2008; L’amore vincitore. Conversazione con Derek Jarman: le guerre nell’ex-Jugoslavia, in Somalia e nel Golfo, Yves Klein e “Blue”, Salo’ e Roma nel 1947, gli effetti collaterali della terapia con il DPGH, la cecità… Nel luglio 1993, Derek Jarman giunge a Roma per il suo film “Blue” e per una mostra di suoi dipinti, è in quest’occasione che prende spunto la conversazione; Una fredda giornata , una voce che abita una notte a Roma. Una luce nera. Formatosi con il cinema americano sperimentale e d’avanguardia degli anni ’50 e ’60, e con la musica contemporanea, Nanni inizia la sua attività da cineasta alla fine degli anni ’70, intraprendendo la ricerca di una sintesi tra il linguaggio sonoro e il linguaggio visivo, che spesso confonde documentazione e astrattismo. Il suo cinema, fuori formato e avverso alle etichette di genere, si perde nei giochi di luci e forme, nella grana pulsante delle immagini. Le alterazioni che Nanni fa subire alle sue figure denunciano e rivendicano la parzialità, l’opacità di ogni sguardo sul mondo. I film di Roberto Nanni rispecchiano un lavoro emotivo sulle immagini, che mette in discussione tutti i linguaggi, e colpisce al cuore gli spettatori, attraverso un’estrema libertà di movimento e l’ostinato rifiuto di forme narrative convenzionali. Il reale e l’astratto nel suo cinema sono la medesima cosa: uno non può sopravvivere senza l’altro. Nanni quasi sempre, infatti, parte da immagini “oggettive” reali, consapevole che è nella carne stessa della realtà che si nasconde il sogno. La sua attività da cineasta è segnata da importanti collaborazioni: con Steven Brown nella realizzazione di film esibiti durante i concerti del gruppo statunitense dei Tuxedomoon e con Derek Jarman, in L’Amore Vincitore, nelle riprese di una delle ultime conversazioni con l’autore britannico. Roberto Nanni è già autore, tra altri titoli, di: Antonio Ruju. Vita di un anarchico sardo, per “I diari della Sacher” (2001); Lontano, ancora (1985); Attraverso un vetro sporco (1999).
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