| Flavia Mastrella inizia la sua carriera artistica realizzando soffitti e vetri dipinti in case private, uffici, negozi, ristoranti, cimiteri, in un albergo e in una chiesa, oltre a realizzare quadri, sculture e agglomerati metallici.
Nel 1987 incontra Antonio Rezza, attore e autore di teatro, con il quale rielabora la scenografia di “Francesco Mosè”. Ossessionata dalla mancanza del movimento nell’arte figurativa scopre le scenografie da indossare realizzate in stoffa, i “quadri di scena”, ispirati ai grilli medievali e ai tagli di Fontana. Le tele influenzano i movimenti e sono fonte d’ispirazione per l’invenzione delle storie.
Inizia con il teatro la collaborazione dei due registi con lo spettacolo “Barba e cravatta” a cui seguiranno nel 92 “Seppellitemi ai fornetti”, con quadri ispirati all’opera di Burri, nel 94 “Pitecus e
“Io”, nel 98, dove i quadri di scena diventano mutanti, scivolano dal supporto e diventano costume.
Nel 2002 lavora a “Fotofinish”, lo spazio scenico si allarga, l’elemento scultoreo prende il sopravvento, avverte per la prima volta un limite nello spazio teatrale. Fotofinish diverrà nel 2003 un film girato durante la rappresentazione e montato da Eugenio Smith.
Nel 91 cura insieme a Rezza la regia del primo cortometraggio: “Suppietij". Nel 92 “Confusus” vince il Gabbiano d’oro a “Bellaria anteprima”, nel 93 “Torpore internazionale” è presentato a Torino Cinema Giovani, nel 94 ”De civitate rei” è presentato a “Bellaria anteprima” e “Il piantone” è vincitore a Torino Cinema Giovani. Nello stesso anno Flavia Mastrella vince il Premio della Miglior fotografia con “De civitate rei” al Festival di Castrocaro.
Nel 96 scrive e dirige insieme ad Antonio Rezza il lungometraggio “EsCoriandoli”, con Valeria Golino, Isabella Ferrari, Claudia Gerini e Valentina Cervi, montaggio di Jacopo Quadri e musiche di Maroccolo e Magnelli dei CSI, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
Seguono interventi televisivi al “Pippo Kennedy Show”, una serie di micrometraggi di critica cinematografica per Tele Più e, nel 99, la trasmissione televisiva “Troppolitani”, su Rai 3, con la collaborazione autoriale di Annamaria Catricalà e Stefano Coletta e il montaggio di Lorenzo Michelazzi.
Nel 2002 esce il secondo lungometraggio “Delitto sul po”, antifilm a corpo morto, con Rezza e Mastrella, Elisabetta Sgarbi, Domenico Vitucci, Alessandra Carli, Federico Carra, Maurizio Catania, musiche di Beethoven e Federico Carra, montaggio di Eugenio Smith.
Come fotografa e scultrice Flavia Mastrella realizza “Implosioni”, sculture commentate dalla fotografia di Franco Barbieri esposte nel c.c. dell’immagine “Il fotogramma” di Giovanni Sembrano e alla galleria “Vecchia Calcata”. A Roma espone cinque montaggi fotografici alla Terza Rassegna Nazionale di Arte Fotografica e vince il Premio “Sebastiano Oschman Gradenigo”.
Nel 95 realizza “Autopatia”, sensazioni metropolitane, sculture in cartapesta e reperti urbani con la sonorizzazione di Federico Carra. A Zurigo, nella galleria Tumb, “new psychedelic”, partecipa con alcune sculture di implosioni e montaggi fotografici. A Roma espone al Lavatoio Contumaciale di B.Menna “Monolit...” ritratto di Enrico grezzi a cui seguirà il montaggio fotografico “Cibo del guerriero saggio”.
Nel 2000 espone alcune opere della serie “L’emozione fatta suono” al Kongresshaus di Zurigo,
Nel 2002 nella Certosa di Padula insieme a Rezza presenta “io” e partecipa all’esposizione “Le opere e i giorni” curata da Achille Bonito Oliva.
www.rezzamastrella.it
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